Cosa sono le fibre muscolari?

26 Settembre 2019

Fibre muscolari e classificazione

Ogni muscolo è formato da fascicoli, a loro volta costituiti da cellule chiamate, appunto, fibre muscolari. Grazie a queste unità cilindriche, l’energia chimica liberata dalle reazioni metaboliche si trasforma in energia meccanica che, agendo sulle leve ossee, realizza il movimento.

Le fibre muscolari, raggruppate in fasci, hanno lunghezza variabile da pochi mm a diversi cm, con un diametro che va dai 10 ai 100 µm (1 µm = 0.001 mm). Per questo motivo l’anatomia le descrive come lunghe cellule cilindriche, polinucletate, perché contengono numerosi nuclei in prossimità della loro superficie. Al loro interno si trovano invece migliaia di filamenti, detti miofibrille, contenenti unità contrattili chiamate sarcomeri.

Le fibre muscolari scheletriche sono le più grandi cellule dell’organismo. Le varie fibre differiscono tra loro dal punto di vista anatomico e per alcune caratteristiche fisiologiche. All’interno di ogni muscolo si riconoscono diversi tipi di fibre, classificate in base alla velocità di contrazione e alla resistenza alla fatica.

Fibre rosse a contrazione lenta

Questo tipo di fibra interviene principalmente durante le attività di tipo aerobico.

Il caratteristico colore rosso è dovuto alla quantità di mioglobina presente (una proteina incaricata di legare l’ossigeno e il ferro).

Queste fibre sono collegate a motoneuroni alfa (cellule nervose che inviano impulsi nervosi verso le fibre muscolari) di tipo tonico, che hanno una risposta agli stimoli nervosi lenta e a bassa frequenza, questo gli permette di contrarsi a bassa intensità ma per un tempo maggiore.

Le fibre rosse dunque, mostrano una grande tolleranza alla fatica, una capacità di rimanere a lungo in contrazione e pertanto intervengono nell’attività di endurance caratterizzata da sforzi intensi e protratti (es in sala pesi: allenamento con alte ripetizioni e recupero basso).

La loro distribuzione è maggiore nei i muscoli posturali come gli spinali, o nei muscoli che eseguono per natura movimenti lenti e ripetitivi.

Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/fisiologia/fibre-muscolari.html

Fibre bianche a concentrazione veloce

Questa fibra a causa della scarsa presenza di mioglobina e mitocondri assume un colorito biancastro e di conseguenza viene chiamata anche fibra bianca.

Al contrario delle fibre rosse, sono provviste di una scarsa presenza di capillari ed utilizzano prevalentemente il processo metabolico anaerobico della glicolisi.

Perciò, non sfruttando ossigeno come le rosse Il ripristino delle riserve energetiche può avvenire solo durante il recupero.

La maggior rapidità di contrazione, che da il nome a questo tipo di cellule è data dal collegamento nervoso con motoneuroni alfa di tipo fasico, in grado di trasmettere impulsi nervosi ad alta velocità determinando una contrazione altrettanto veloce delle fibre che innervano. Infatti, raggiungono un picco di tensione notevolmente più rapido, in 40 ms, contro gli 80-100 ms della fibra rossa. Pur possedendo una rapida risposta allo stimolo nervoso hanno una resistenza limitata che comporta una grande affaticabilità. Inoltre rispetto alle fibre rosse hanno un maggiore diametro e sono raggruppate in numero minore all’interno delle unità motorie.

Le fibre bianche sono dotate di maggiore potenza, e quindi adatte a sforzi intensi e di breve durata che richiedono un grande impegno neuromuscolare ( ripetizioni basse con recuperi elevati).

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